Ortopediatria

Piede torto nei neonati. Semplici regole per non sbagliare.

Esistono diverse tipologie di “piede torto“: piede torto posizionale, metatarso varo, piede equino-varo-supinato (piede torto classico), piede reflesso e piede talo-valgo-pronato. Ognuna di queste forme presenta caratteristiche peculiari, ed ogni tipologia di “piede torto” necessita di un differente trattamento.

Saper distinguere un piede torto classico da una delle altre forme è essenziale.

Ecco qui una scheda semplice, pensata per pediatri, studenti e chiunque si stia avvicinando all’ortopedia pediatrica!! Ideata dai medici di OrtoPediatria, che da anni si occupano di piede torto congenito e pubblicano lavori sull’argomento: Manuele Lampasi (uno dei pochi medici italiani certificati dalla Ponseti International Association), Camilla Bettuzzi e Giada Salvatori (formatesi rispettivamente a NY presso il centro Ponseti guidato dal Prof.Lehman e ad Iowa City con il Prof. Morcuende erede di Ignacio Ponseti).

Clicca qui per aprire la scheda I VARI TIPI DI PTC

Corso “Ortopedia Pediatrica Oggi”

“Corso teorico pratico – Ortopedia Pediatrica Oggi”

Un corso dedicato alla principali problematiche dell’ortopedia pediatrica. Partendo dal neonato (le malformazioni congenite del piede e la displasia dell’anca), per proseguire con il bambino e l’adolescente (le deviazioni assiale delle ginocchia, i difetti della deambulazione, la scoliosi, le eterometrie degli arti inferiori). Si parlerà anche di problematiche ortopediche in pazienti con patologie neurologiche e di profilassi antitromboembolica in età pediatrica.

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Corso patrocinato SIP (Società Italiana Pediatria) che da diritto a 8,8 crediti ECM.
Il corso è riservato a un numero limitato di partecipanti

📍Save the date!!
✏️Sabato 24/9/2022 a Bologna.

La pseaudartrosi congenita di gamba

La pseudartrosi congenita di gamba è tra le patologie più difficili da trattare in ortopedia pediatrica. Gli interventi eseguiti tradizionalmente hanno limitate possibilità di successo e diverse famiglie si recano all’estero per cercare una valida soluzione.

Questa bimba di 3 anni presentava una grave deformazione della gamba: tibia e perone non guarivano (= pseudartrosi congenita) ed erano sempre più deformati ed accorciati. 

Abbiamo sottoposto la bimba a un intervento chirurgico complesso e delicato, secondo la metodica più moderna descritta dal prof Paley, ottenendo la consolidazione della zona patologica di psedartrosi.

A distanza di anni, la consolidazione si mantiene regolarmente e la funzionalità è ottima. La situazione richiederà ancora ulteriori procedure con la crescita, ma il risultato è pienamente soddisfacente.

È importante, per questa condizione, rivolgersi a centri con esperienza specifica.

Per saperne di più, visita il Centro Specialistico delle Deformità Congenite degli Arti Inferiori.

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Intervento correttivo per piede cadente

Questo ragazzo di 14 anni si è presentato alla nostra attenzione per una paralisi dei muscoli della gamba provocata da un grave trauma.

Era presente un danno funzionale severo (“piede cadente” e cammino con steppage) e il ragazzo era costretto ad avvalersi di un tutore per camminare.

Dopo l’intervento chirurgico eseguito da M.Lampasi, C.Bettuzzi, G.Salvatori e G.Lucchesi dell’equipe OrtoPediatria, il cammino è divenuto più fisiologico ed è stato possibile abbandonare il tutore.

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Per saperne di più, visita il centro specialistico di Neuro-Ortopedia

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Il piede talo valgo pronato

Il piede talo valgo pronato è una deformità del piede di frequente riscontro alla nascita.

Di cosa si tratta?

Il piede talo valgo pronato è un piede rivolto verso l’alto in modo eccessivo, che fa resistenza se si cerca di rivolgerlo verso il basso, con tensione dei muscoli estensori. Guardandolo da sotto invece , il retropiede (la parte posteriore del piede) è rivolto eccessivamente verso l’esterno (valgo!) e resiste alle manovre di correzione.

Come riconoscere il piede tale valgo pronato, trattarlo?

Quali manovre, quando e per quanto tempo eseguirle?

Ecco un nuovo video di OrtoPediatria che vi aiuterà a fare chiarezza!

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Alterazioni ungueali nel piede torto

Le alterazioni ungueali nei bimbi affetti da piede torto congenito rappresentano fonte di preoccupazione da parte dei genitori. Spesso ci viene chiesto il motivo di tale alterazione.

Ecco una recente pubblicazione scientifica, nata da una collaborazione multispecialistica tra ortopedici e dermatologi, e che ha visto coinvolti i medici di OrtoPediatria.

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Ma questa ecografia delle anche è fatta bene???

L’ecografia delle anche va eseguita a tutti:entro la prima settimana se è presente lo scatto di Ortolani, tra le 4 e le 6 settimane di vita in tutti gli altri casi.
Queste sono le raccomandazioni delle Società Italiane di Pediatria, Ortopedia Pediatrica e Radiologia Medica del 2020.
Tuttavia, non è sufficiente eseguire un’ecografia, è fondamentale che questa venga eseguita seguendo scrupolosamente le regole! E purtroppo ci accorgiamo che non sempre è così…

Allo scopo di migliorare la consapevolezza degli operatori sanitari, e di fornire lo uno strumento utile per orientarsi nella lettura delle ecografie delle anche del neonato, si è tenuto questa settimana il 2^ Live-Webinar di OrtoPediatria.

Il titolo? “Ma questa ecografia delle anche è fatta bene? Verifichiamolo insieme”.

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A seguire è uscita anche la scheda dedicata, da seguire passo passo per iniziare a comprendere gli aspetti fondamentali delle ecografie delle anche.

Ecografia delle Anche
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ORTOPEDIATRIA

Una settimana dedicata alla Neuro-Ortopedia Pediatrica

Le attività di OrtoPediatria di questa settimana sono state interamente dedicate alla Neuro-Ortopedia Pediatrica!!

Lunedì, infatti, si è tenuto il primo Live-Webinar di OrtoPediatria: “Come ridurre i problemi della lussazione delle anche nei bambini con Paralisi Cerebrale Infantile”. Un argomento che sta molto a cuore a tutti noi, e verso il quale vogliamo sensibilizzare genitori, caregivers, fisioterapisti e tutti gli altri operatori sanitari.

Se ve lo siete perso, potete rivederlo alla pagina FaceBook di OrtoPediatria:

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Inoltre, esce oggi un nuovo video sulle potenzialità della Chirurgia Funzionale Multi-Level nelle PCI:

In questo video un caso di un paziente adolescente, con grave quadro di deambulazione in flessione (Crouch) bilaterale che ne avrebbe gradualmente compromesso totalmente le capacità deambulatorie. Sottoposto a chirurgia multi-level prima ad un lato, e dopo poche settimane all’altro arto. Dopo la chirurgia trattato con fisioterapia e rieducazione funzionale intensiva precoce, con risultati funzionali sorprendenti e stabili a distanza di anni.

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ORTOPEDIATRIA

Le sfide dell’ortopedia pediatrica moderna

L’ortopedia pediatrica è solo piede piatto e plantari. Anche questo campo, assieme al resto della medicina, ha potuto sfruttare le evoluzioni e i nuovi strumenti che la tecnologia oggi mette a disposizione.

L’ortopedia pediatrica moderna è in grado di affrontare sfide impervie ed i casi più complicati, offrendo soluzioni incredibili.

Nel video, il caso di un bambino di 10 anni, affetto da una patologia ossea che ne aveva deformato gravemente gli arti inferiori. Dopo due complessi interventi chirurgici, e grazie all’impianto di fissatori esterni esapodalici, è stato possibile correggere gradualmente le deformità, fino ad ottenere il completo e corretto allineamento di entrambi gli arti inferiori.

Video Salek

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La trazione a cerotto nella lussazione delle anche: è davvero necessaria?

In cosa consiste la trazione e quale scopo ha?

In caso di anca lussata, il primo obiettivo del trattamento è la riduzione dell’anca, ossia riportare la testa del femore all’interno dell’acetabolo.

E’ fondamentale però che questa riduzione venga eseguita in modo non forzato e seguendo tutte le regole di base del trattamento, così da ridurre il rischio principale, la necrosi avascolare dell’anca.

La riduzione può essere eseguita nella maggior parte dei casi per via ambulatoriale utilizzando il divaricatore adatto (Pavlik, divaricatori in flessione, ecc), specialmente nei casi diagnosticati precocemente.

In caso di insuccesso e nei bambini più grandicelli (al di sopra dei 6 mesi i divaricatori perdono di efficacia) il livello successivo di trattamento è rappresentato dalla “riduzione incruenta” (con o senza tenotomia degli adduttori): col bimbo addormentato, l’anca viene ridotta nella posizione corretta mediante opportune manovre, si verifica la centrazione con appositi esami diagnostici (ecografia, scopia, radiografia, artrografia) e si confeziona un apparecchio gessato per mantenere l’anca ridotta.

La trazione consiste nel fare precedere tale riduzione incruenta da un periodo (da una settimana a molte settimane) in cui il bambino viene posizionato nel letto con le gambe trazionate da pesetti, collegati alle gambe stesse attraverso un sistema di carrucole, corde e un fissaggio a cerotto alla cute. 

Lo scopo di questo periodo di trazione è molteplice:

  1. Dovrebbe rendere più efficace la riduzione, cioè rendere la percentuale di successo più elevata : in caso di insuccesso della riduzione incruenta, è necessario procedere con la “riduzione cruenta” (=chirurgica), cioè liberare/allungare chirurgicamente le strutture che impediscono la riduzione
  2. Dovrebbe rendere la riduzione meno forzata: allungando progressivamente le strutture accorciate (muscoli, tendini, capsule ecc), dovrebbe essere necessaria teoricamente meno forza (o generarsi meno tensione) per ridurre la testa femorale
  3. Questo dovrebbe di conseguenza ridurre il rischio di necrosi avascolare.

Viene pubblicata oggi una nuova Scheda di OrtoPediatria con argomento la trazione, uno degli aspetti più controversi ed ancora oggi dibattuti. Cerchiamo di fare chiarezza su cosa si tratta, gli scopi, le criticità e le diverse tipologie di trazione che ancora oggi vengono adoperate. Questa scheda si prefigge, inoltre, il difficile compito di analizzare la reale utilità e le indicazioni a tale metodica.

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Per approfondire, vai a leggere la nostra scheda completa sulla Trazione a Cerotto nella Lussazione delle Anche

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Consigli (da genitore a genitore) per la gestione pratica dei bimbi con displasia evolutiva dell’anca

Questo articolo è frutto dell’esperienza di Valeria e Simone, genitori di Clara, una bimba trattata con divaricatori e gessi per una lussazione dell’anca, dalla loro disponibilità e dalla voglia di raccontarsi e di essere utili ad altri genitori che si ritroveranno in situazioni analoghe.

La pagina è concepita con l’intenzione di essere “aperta” a eventuali aggiunte o suggerimenti da parte di altri genitori che hanno avuto o avranno esperienze simili (inviare i suggerimenti a info@ortopediatria.org).

A Valeria, Simone e Clara, va tutto il ringraziamento nostro e di tante famiglie di bimbi con displasia evolutiva dell’anca!

“La nostra esperienza con la displasia dell’anca

“Quando alla nascita di un figlio ci viene comunicata questa patologia ci si sente come investiti da una doccia fredda. Questo perché si tratta di una problematica molto spesso sconosciuta a noi genitori, di cui si sente parlare poco, quindi è lecito sentirsi soli e spaesati visto che ci si trova a dover affrontare una cosa ignota. 

Ma di fronte alla sofferenza e alla preoccupazione emerge inaspettatamente una grande forza di volontà che aiuta ognuno, a modo proprio, ad accettare a tempo debito questo passaggio.

L’aspetto psicologico nell’affrontare e gestire questa situazione è determinante durante tutto il cammino. I bambini infatti, anche se appena nati, percepiscono gli stati d’animo di chi si prende cura di loro quindi, se noi ci sentiamo spaventanti e affranti, loro reagiranno con insofferenza all’immobilizzazione perché assorbiranno la nostra tensione, il nostro senso di impotenza. 

Oggettivamente vedere le gambine del proprio figlio bloccate da un tutore o da un gesso non è cosa facile, si vorrebbe abbracciare il nostro fagotto e sentire tutta la sua morbidezza invece, per più o meno tempo, ci si deve abituare a tenere in braccio un bimbo con dei sostegni rigidi, in modo scomodo e inusuale, ma quello che noi spesso dimentichiamo è che il loro spirito di adattamento è molto più sviluppato del nostro e loro risentono di questo blocco molto meno di quanto pensiamo.“

LCA
Clara in braccio al suo papà e sull’altalena

“Un’altra regola importante, durante il percorso della terapia,  è quella di rispettare i tempi indicati dai medici e mantenere il tutore secondo le indicazioni fornite, non fare mai di testa propria mossi dalla compassione o dallo sfinimento, i bambini devono stare con il tutore indossato come se quella fosse la loro condizione naturale quindi, toglierlo al cambio pannolino e/o al bagnetto, o mai se questa è l’indicazione del proprio ortopedico. 

Questa è la cosa migliore per loro che noi possiamo e dobbiamo fare, questo è l’unico modo corretto affinché il problema si risolva senza perdita di tempo prezioso.

Ciò significa che bisogna avere fiducia del medico che ha in cura il piccolo, si deve infatti percepire di essere in buone mani.”

Ecco qui i loro consigli pratici, uniti ai suggerimenti di altri genitori, buona lettura!

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